Amazon Travel: piccoli stravolgimenti crescono?

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Aggiornamento Amazon Travel: nasce Amazon Destinations

A riguardo dello sbarco di Amazon nel travel, l’ultima volta ci eravamo lasciati con “Al prossimo aggiornamento!”. Eccoci :)
“Amazon Travel lancia Amazon Destinations”, leggiamo su Skift. In realtà, sembra non vi sia stato un annuncio ufficiale, ma di fatto da oggi (21/04/2015) è online il nuovo brand del colosso (per ora limitato esclusivamente agli Stati Uniti). Vediamo di cosa si tratta.

Amazon Destinations

Meno di un mese fa scrivevamo: “[…] sembrerebbe che di qui a pochi giorni (per l’esattezza entro il 31 marzo) il colosso si avvarrà di una nuova piattaforma volta ad accogliere la lista delle offerte dei vari alberghi, con una particolare attenzione per quelle strutture indipendenti vicine alle principali metropoli, ideali per una breve fuga nel weekend.”

Ci hanno fatto attendere un po’, ma alla fine eccola: sulle pagine di Amazon Local (sia su desktop sia su mobile, ma per ora solo negli USA) compare una nuova tab, per la precisione una Destination tab. Un nuovo servizio che strizza l’occhio agli albergatori e viene incontro alle esigenze dei viaggiatori (questo almeno è quello che i “bezosini” sostengono). Quali viaggiatori? Quelli che cercano destinazioni e strutture non troppo lontane da casa (ossia, facilmente raggiungibili in macchina) per una breve pausa all’insegna del relax.

Per darci un’idea del cambiamento, Skift ci mostra la pagina di Amazon Local come si presentava prima:

pagina_amazon_local_prima

e come si presenta adesso con l’aggiunta della tab:

amazon_destinations_dopo

L’intento nei confronti del viaggiatore è chiaro: la call to action sulla pagina recita “Hit the road: Book local gateways”. E più in basso leggiamo “Our destinations near you” e “Places to stay near you”.

Del resto, Tom Cook, il portavoce di Amazon Local a cui sono state chieste delucidazioni in merito al nuovo servizio, si è espresso chiaramente: “We created Amazon Destinations to solve a problem most travelers face: how to easily plan and book a local getaway trip. Interestingly, more than 40% of all U.S. domestic leisure trips are short-term getaways of 1-3 nights, and many of these trips are to nearby, drivable destinations. However, travelers often have a hard time planning local getaways. It’s difficult to know where to go, the process is labor-intensive, and people often miss out on finding great places to stay.”

Come funziona?

Lato albergatori, il servizio mira principalmente, come abbiamo visto, ad aiutare le strutture indipendenti che notoriamente hanno maggiore difficoltà a farsi conoscere (quindi ad attirare clienti) rispetto alle grandi catene alberghiere (il più delle volte è un problema di strategia di web marketing e non di budget – ndr). Tuttavia, non sembra rivolgersi a tutti indistintamente. Anzi, viene specificato che verrà valutata la qualità delle proposte dei vari alberghi (un tratto che potrebbe distinguerlo dalle principali OTA). Ad ogni modo, una volta superata la selezione, l’azienda di Bezos si impegna ad offrire le camere alle tariffe pubblicate (lo dicevamo anche qui) e a richiedere delle commissioni soltanto in caso di prenotazione (si vocifera che la percentuale si aggiri attorno al 15%).

In sostanza, quindi, offrirebbe una notevole visibilità (data l’importanza dell’azienda e la mole di utenti che transitano sui suoi presidi) a quelle strutture che ne hanno maggiormente bisogno, ma (al momento) a costi più contenuti per gli albergatori rispetto alle commissioni degli altri portali (che generalmente vanno dal 18 al 25%).

Tu però non hai visto niente!

“We are not launching a competitor travel site. Amazon is simply continuing to build its existing travel services — which started back in 2012. We’re continuing to reach out to more hotels to provide the best deals and services.”

Ecccerto 😀

In casa Amazon nessuno vuole sbilanciarsi più di tanto… come sempre. “Stiamo semplicemente cercando di migliorare i nostri servizi, ma non vogliamo fare concorrenza alle OTA”.

In verità poi, ci piacerebbe capire se e perché un utente dovrebbe decidere di prenotare un soggiorno tramite Amazon Travel piuttosto che tramite una OTA: forse perché, se sono già un cliente fedele e soddisfatto di Jeff Bezos, potrei comprare da lui anche le mie vacanze (come qualsiasi altra cosa)?

E’ il caso di dire: ci aggiorniamo presto…
Don’t give up!

Ebook InFUSO di Web Marketing per Hotel di Manuel Faè banner ver

 

 


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